Caduti del lavoro in Abruzzo

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Un morto e un ferito nel giro di poche ore sui posti di lavoro in Abruzzo.nn Ad Avezzano e’ morto un muratore romeno, caduto da un’impalcatura in un cantiere edile dove sono in corso lavori di ristrutturazione. All’Aquila e’ rimato ferito un operaio intento nella manutenzione di un macchinario nell’azienda Otefal Sp.nn L’Ugl ha chiesto al prefetto dell’Aquila di convocare un incontro sulla sicurezza nei posti di lavoro, con la partecipazione di tutti gli enti preposti alla vigilanza: Direzione Provinciale del Lavoro, ASL, Inail ed Inps. (ANSA).nn———————————————-nnOgni caduto sul lavoro, ma in generale ogni dipartita, rappresenta un evento doloroso per la comunità, la famiglia, la società. Tutte le persone umane sono pienamente convinte di ciò e, nel loro piccolo,si stringono in un commosso messaggio di condoglianze, solidarietà e vicinanza alle famiglie dei Caduti. Lo abbiamo visto recentemente con i tre nostri corregionali tragicamente  scomparsi.nnPremesso che in momenti difficili come la morte di un congiunto è davvero problematico rappresentare al meglio i propri sentimenti, ci si fa coraggio e si va avanti per partecipare a quel dolore sordo, all’immane disgrazia che si è abbattuta sulla famiglia di un parente, un amico, un conoscente, un semplice paesano. Oltre all’umana pietà non si può non provare un senso di ribellione interiore, di orrore, di rabbia di fronte a questo stillicidio di vite umane.nnTre morti in poco più di una settimana, caduti sul lavoro in Abruzzo, al cui cospetto mi inchino commosso riverente – sono  davvero un tristissimo primato assolutamente inaccettabile. Viviamo un’epoca in cui in nome di un’incontrollabile profitto si stravolgono quelle che sono le elementari norme di sicurezza atte a salvaguardare la salute e l’incolumità fisica di tanti lavoratori. Parliamo di materiale umano e nessuno può permettersi il lusso di trasgredire, cercando scappatoie, le leggi che disciplinano la delicata materia.nnmorti bianche.nnPer una buona parte di casi le morti nei luoghi di lavoro non sono incidenti, nel vero senso del termine, ma dipendono da una sufficiente dose di avidità di chi rifiuta di rispettare le norme di sicurezza e dal disprezzo per la vita o da leggerezze; da errori umani che involontariamente si possono commettere.nnSi tratta di povere vite – tanto di nostri corregionali quanto di emigranti extracomunitari, o meno, poco importa , sono anche loro figli di uno stesso Dio – di operai edili, braccianti, gente che lavora in fabbrica e per tirare avanti l’unica scelta è quella di sacrificarsi per più di dieci ore al giorno nella maggior parte dei casi su un’impalcatura senza protezioni di sorta.Talvolta  come nel caso del povero operaio del noto pastificio De Cecco, lustro e fiore all’occhiello dell’industria alimentare italiana nel mondo, Massimiliano Bucci, si parla di tragica fatalità; sta di fatto che una giovane vita di 39 anni è stata stroncata. Analoga sorte avversa è toccata Nicola Salvi, operaio cinquantaduenne di Giulianova, che ha trovato la fine dei suoi giorni in modo violento in un cantiere della ditta Forex di Bazzano schiacciato da una trave caduta in seguito alla  rottura  di una catena che la sorreggeva.nnAssurda la morte di un giovane operaio  rumeno di 22 anni, Aurelio Bostioc, a Bugnara – folgorato mentre era intento a montare un faro all’esterno di un capannone di un’azienda agricola.La magistratura, come di prassi in simili casi, è tempestivamente intervenuta attivando le indagini per individuare eventuali responsabilità con il sequestro dei mezzi di lavoro e dell’area in cui si è verificato l’incidente. Stanno inoltre procedendo nei confronti dei datori di lavoro e dei rispettivi responsabili della sicurezza per omicidio colposo e lesioni personali gravi.nnMa questo è un atto dovuto a  seguito di incidente mortale. Per quel che concerne la prevenzione e la sicurezza siamo di fronte ad un problema strutturale che va ben oltre i singoli episodi aziendali. Occorre, come richiamato recentemente anche dal Presidente Napolitano, un intervento legislativo chiaro e forte che impedisca il ripetersi di simili sciagure.nnmorti-bianchennIntanto ieri, nella manifestazione della GCIL a Teramo, sono stati ricordati gli ultimi quattro Caduti del lavoro in Abruzzo.nnRecenti statistiche parlano di 29 morti sul lavoro  nella nostra Regione quest’anno, di 440 in tutto il territorio nazionale,un dato che da solo fa rabbrividire.Un paese civile, degno di essere definito tale, non può assolutamente accettare un dramma di simili dimensioni senza  intervenire, con coraggio ed onestà, decidendo impellenti misure di tutela che impongano una rigorosa politica della sicurezza nei vari luoghi di lavoro.nnPer fare ciò bisogna ripristinare il potenziamento degli organici dei servizi di prevenzione delle ASL, che in Abruzzo alcuni dicono siano fermi da oltre un decennio, unitamente ai vari ispettorati del lavoro, cui per legge, è affidato il controllo della sicurezza.Insomma attivare tutte quelle iniziative per porre la parola fine a questa “strage degli innocenti”, in Abruzzo e nel Paese.  Mentre scrivo un’agenzia ha battuto la notizia di un’ulteriore incidente sul lavoro avvenuto a Coppito. Si tratta di un operaio caduto da un’impalcatura di un cantiere edile dall’altezza di sei metri. A lui i migliori auguri di una pronta e completa guarigione.

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