Identificazione dei ruoli

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 Ne abbiamo già accennato in precedenza (vedi paragrafo 5.2): nell’ambito di una corretta “procedura di lavoro” in ambienti confinati, è fondamentale definire in modo rigoroso i vari ruoli del personale coinvolto nei lavori, ovvero “chi fa che cosa”.nnVediamo ora nel dettaglio questi ruoli:nnnn•preposto: chiamatelo pure supervisore, capoturno, caposquadra, capocantiere, o come vi pare, ma la sostanza non cambia. Il preposto è colui che “in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa” (articolo 2 comma 1 lettera e) D. Lgs. 81/2008). In altri termini, il preposto può essere definito “l’anello di congiunzione” tra il datore di lavoro e i lavoratori, e il suo ruolo è stato molto rafforzato dalle ultime modifiche legislative. Nel caso specifico dei lavori in ambienti confinati, il preposto è il lavoratore più esperto, meglio formato e addestrato, in grado di dirigere i lavori e di decidere “cosa fare e cosa non fare, e quando”. Il preposto deve sempre essere presente durante i lavori in ambienti confinati, vigilandone lo svolgimento, pronto ad intervenire in caso di necessità o, peggio, d’emergenza. Ricordiamo che il preposto deve essere formalmente nominato, e deve ricevere una formazione specifica e mirata alle sue funzioni e alle sue responsabilità;nnnn•lavoratori addetti: come già evidenziato (vedi paragrafo 5.3), “Il datore di lavoro, nell’affidare i compiti ai lavoratori, deve tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza”, come previsto dall’art. 18 comma 1 lettera c) D. Lgs. 81/2008. Nel caso specifico dei lavori in ambienti confinati, ciò significa che i lavoratori devono essere in possesso di una adeguata esperienza professionale pregressa, oltre ad aver partecipato a un sufficiente percorso formativo e addestrativo. In altri termini, non si possono affidare lavori in ambienti confinati “a chi capita” o al primo operaio che ha tempo: il datore di lavoro deve eseguire un’attenta valutazione delle capacità e delle professionalità, e scegliere i lavoratori più adatti.In questo contesto, nell’allegato A3, si riporta un esempio di procedura organizzativa.nn

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