Responsabile e addetti al servizio di prevenzione e protezione

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Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) è l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Esso può essere composto di una sola persona (RSPP) o di più persone, tra cui deve essere individuato il responsabile (RSPP e ASPP). Il RSPP è la persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali previsti dall’art. 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il SPP. L’ASPP è la persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali previsti dall’art. 32,facente parte del SPP. La designazione di queste persone deve avvenire previa consultazione del RLS/RLST. Le capacità e i requisiti professionali del RSPP e degli ASPP, interni o esterni, devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.nnPer lo svolgimento delle funzioni di RSPP è necessario essere in possesso:nn1. di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;nn2. di un attestato di frequenza a specifici corsi di formazione, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative;nn3. di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, di ergonomia e stress da lavoro correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico-amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e relazioni sindacali;nn4. di un attestato di frequenza a corsi di aggiornamento da effettuarsi con cadenza almeno quinquennale.nnPer lo svolgimento delle funzioni di ASPP è necessario essere in possesso:nn1. di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;nn2. di un attestato di frequenza a specifici corsi di formazione, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative;nn3. di un attestato di frequenza a corsi di aggiornamento da effettuarsi con cadenza almeno quinquennale.nnI compiti del SPP sono relativi:nn• all’individuazione dei fattori di rischio, alla loro valutazione e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;nn• all’elaborazione, per quanto di competenza, delle misure di prevenzione e protezione oggetto della valutazione dei rischi e dei relativi sistemi di controllo;nn• all’elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;nn• al proporre programmi di informazione e formazione dei lavoratori;nn• alla partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro,nonché alla riunione periodica (art. 35);nn• all’informazione dei lavoratori (art. 36).nnI componenti del SPP sono tenuti al segreto sui processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni. I corsi previsti per i RSPP e gli ASPP devono rispettare quanto previsto dall’accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e successive modificazioni. In base all’accordo, i percorsi di formazione delle due figure (RSPP e ASPP) sono suddivisi in tre moduli (A, B e C); per coloro che possono dimostrare esperienze e formazione pregresse è previsto l’esonero dalla frequenza di alcune parti del percorso formativo. Il modulo A, corso generale di base, è comune a RSPP e ASPP e la durata è di 28 ore. Il modulo B, di specializzazione, comune a RSPP e ASPP, tratta la natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro, correlati alle specifiche attività lavorative; la durata per il settore delle costruzioni è pari a 60 ore. Il modulo C, di specializzazione per soli RSPP, riguarda la prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica, psico-sociale e da stress da lavoro correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico-amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e relazioni sindacali. I corsi di aggiornamento per il settore delle costruzioni hanno una durata di 60 ore per i RSPP e di 28 ore per gli ASPP (macrosettore di attività Ateco 3). Possono svolgere le funzioni di RSPP e di ASPP coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio richiesto, dimostrino di aver svolto tali funzioni almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003, previo svolgimento dei succitati corsi. Sono esonerati dai moduli A e B i possessori di laurea in una delle classi indicate al comma 5 dell’art. 32. Il datore di lavoro può organizzare il SPP all’interno dell’azienda o unità produttiva, o incaricare persone o servizi esterni. Nel settore edile il SPP interno è obbligatorio per le aziende industriali con oltre 200 lavoratori. Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del SPP nei casi previsti dall’Allegato II del D.Lgs. 81/2008; il caso relativo al settore edile, in genere, risulta essere quello inerente alle aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori. In questo caso il datore di lavoro deve: 1. informare preventivamente il RLS/RLST; 2. frequentare corsi di formazione, di durata variabile da 16 a 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative; i contenuti e le articolazioni sono da definire con un accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano (fino alla pubblicazione dell’accordo, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell’art. 3 del D.M. del 16 gennaio 1997); 3. frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto dal succitato accordo. I corsi di aggiornamento sono previsti anche per i datori di lavoro che abbiano svolto attività formative ai sensi dell’art. 3 del D.M. del 16 gennaio 1997 e per gli esonerati dalla frequenza dei corsi (gli esonerati sono i datori di lavoro che entro il 31 dicembre 1996 hanno deciso di svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dei rischi e lo hanno comunicato all’organo di vigilanza). 

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