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				<title>sgsl web ohsas 18001 : News</title>
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				<description>Sicurezza SGSL linee guida inail Ohsas 18001sicurweb</description>

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				<pubDate>Mon, 21 May 2012 00:09:05 +0200</pubDate>
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					<title>sgsl web ohsas 18001 : News</title>
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					<description>Sicurezza SGSL linee guida inail Ohsas 18001sicurweb</description>
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<title>Validazione del metodo</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.924.1</link>
<description><![CDATA[valutazione del rischio chimico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Per ricercare elementi di validazione all’applicazione dell’algoritmo per la valutazione del rischio chimico e poter</span><span style="font-size: small;"> ottenere, sia pure approssimativamente, indicazioni sulla reale esposizione, possono essere elaborate delle ipotesi</span><span style="font-size: small;"> di calcolo prendendo in considerazione alcune delle sostanze liquide utilizzate in laboratorio che presentano caratteristiche</span><span style="font-size: small;"> chimico-fisiche utili all’elaborazione di un modello di diffusione nella specifica struttura analizzata.</span><br /><br /><span style="font-size: small;">Si può ipotizzare di utilizzare ciascuna di queste sostanze direttamente sul banco di lavoro (senza la cappa)</span><span style="font-size: small;"> con una superficie libera di 10 cm di diametro (un beker), a 20 °C.</span><br /><br /><span style="font-size: small;">Posto che nel laboratorio in esame è presente un sistema di ricambio d’aria pari a 6 V/h, si è considerato un tempo</span><span style="font-size: small;"> pari a 10 minuti corrispondente ad un totale ricambio; in questo periodo si è ipotizzato che il volume di un litro</span><span style="font-size: small;"> di sostanza presa in esame, al di sopra del pelo libero del liquido, raggiunga la saturazione corrispondente alla sua</span><span style="font-size: small;"> tensione di vapore e diffonda nell’ambiente circostante. Questo ambiente, per tener conto del maggior gradiente</span><span style="font-size: small;"> di concentrazione nell’intorno della superficie di emissione, si è considerato limitato a 10 m3.<br />Le ipotesi così formulate</span><span style="font-size: small;"> consentono di prevedere la concentrazione della sostanza in esame all’interno di quel volume di 10 m3 (questi</span><span style="font-size: small;"> calcoli non tengono volutamente conto, pero, della presenza dei sistemi di protezione che, nella realtà operativa,</span><span style="font-size: small;"> devono essere – e sono – rigorosamente utilizzati).<br />Dalla procedura citata dovrebbe emergere che la concentrazione</span><span style="font-size: small;"> delle sostanze esaminate, nel volume d’aria considerate, è nettamente inferiore al rispettivo TLV con un determinato</span><span style="font-size: small;"> fattore di sicurezza (rapporto tra TLV e concentrazione stimata), non tenendo conto, come detto, dei mezzi e</span><span style="font-size: small;"> sistemi di sicurezza e d’igiene obbligatori. Considerando il minimo fattore di sicurezza ottenuto, il confronto nella</span><span style="font-size: small;"> medesima sostanza tra il valore Li dato dall’algoritmo e quello ricavato con il modello di diffusione dovrebbe permettere</span><span style="font-size: small;"> di estrapolare le conclusioni positive a tutte le sostanze chimiche prese in considerazione.</span><br /><span style="font-size: small;">Pertanto, si dovrebbe concludere – ad esclusione degli agenti cancerogeni o mutageni – che, pur in assenza</span><span style="font-size: small;"> della definizione di “rischio irrilevante per la salute”, in considerazione degli studi e delle proposte in merito</span><span style="font-size: small;"> presentate anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali37 nonché dalle Associazioni interessate alla</span><span style="font-size: small;"> materia (che si basano, per la definizione di rischio irrilevante per la salute, su valori compresi tra 1/3 e 1/4</span><span style="font-size: small;"> del TLV), la situazione di rischio nella struttura esaminata dovrebbe rientrare nei limiti definibili come rischio</span><span style="font-size: small;"> irrilevante per la salute.</span><br /><span style="font-size: small;">Ulteriori elementi di validazione possono essere ricavati effettuando misure ambientali e biologiche condotte</span><span style="font-size: small;"> sulle basi di quanto riportato nel Capitolo §.9 e dall’applicazione del software di calcolo ECETOC TRA Worker</span><span style="font-size: small;"> Tool, Ver. 2 (luglio 2009)38 che fornisce stime di esposizione a singole sostanze in termini di quantità/giorno.</span><br /><span style="font-size: small;">Il modello TRA (Targeted Risk Assessment) è stato sviluppato da ECETOC (European Centre for Ecotoxicology</span><span style="font-size: small;"> and Toxicology of Chemical), è principalmente rivolto alla valutazione di sostanze poco pericolose o</span><span style="font-size: small;"> con basso potenziale di esposizione; è classificato come modello Tier1.</span><br /><span style="font-size: small;">L’uso del modello è rivolto principalmente per valutare l’esposizione dei Lavoratori sia per la via di esposizione</span><br /><span style="font-size: small;">inalatoria sia per quella dermica anche se il modello tende a sottostimare questa ultima.</span><br /><span style="font-size: small;">L’uso principale del modello è quindi la valutazione dell’esposizione per lavoratori per via inalatoria.<br />Per questo</span><span style="font-size: small;"> scopo il TRA utilizza il modulo EASE del Modello EUSES39 come punto di partenza migliorandolo e raffinandolo</span><span style="font-size: small;"> nei vari parametri che lo caratterizzano.<br /><br /></span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.924</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:47:26 +0200</pubDate>
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</item>

<item>
<title>Verifica della significatività dei metodi</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.923.1</link>
<description><![CDATA[Definizione e analisi dei fattori di incertezza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Esistono tre generiche fonti di incertezza in entrambe le analisi dei rischi proposti:</span><br /><span style="font-size: small;">• l’incertezza dovuta al modello;</span><br /><span style="font-size: small;">• l’incertezza dovuta ai dati;</span><br /><span style="font-size: small;">• l’incertezza dovuta alla qualità generale dell’analisi.</span><br /><span style="font-size: small;">• L’incertezza sulla modellazione è legata alla debolezza, alle semplificazioni e alle forzature intrinseche</span><span style="font-size: small;"> e rappresenta una misura del grado con cui il modello fallisce nella rappresentazione esatta della realtà.</span><br /><span style="font-size: small;">• L’incertezza nei parametri di input al modello, quali schede di rilevazioni delle informazioni o check list</span><span style="font-size: small;"> di controllo, è dovuta alla incompletezza dei dati disponibili, ad errori nella compilazione, o a lacune di conoscenze</span><span style="font-size: small;"> degli operatori.</span><br /><span style="font-size: small;">• L’incertezza derivante dalla qualità dell’analisi generale coinvolge due aspetti dell’analisi che sono la</span><span style="font-size: small;"> completezza e l’esaustività con la quale vengono considerate tutte le possibili cause e pericoli.</span><br /><span style="font-size: small;">Innanzitutto non è possibile per colui che effettua la “valutazione”, considerare tutti i possibili eventi. Inoltre,</span><span style="font-size: small;">dal notevole numero di eventi che si riescono comunque ad identificare, l’analista è chiamato a individuarne</span><span style="font-size: small;"> un set rappresentativo per la prosecuzione della valutazione che è impossibile e troppo onerosa da effettuare</span><span style="font-size: small;"> sull’intero set di “scenari” possibili. In questo caso l’incertezza sulla valutazione effettuata scaturisce dal contributo</span><span style="font-size: small;"> di rischio (ignorato) dovuto agli eventi esclusi.</span><br /><span style="font-size: small;">Finora la maggior attenzione è stata riservata all’incertezza sui dati piuttosto che sulla qualità dei modelli o</span><span style="font-size: small;"> delle stime, in quanto sono disponibili metodologie matematiche collaudate per l’analisi quantitativa di queste</span><br /><span style="font-size: small;">incertezze. Per avere un controllo dell’incertezza relativa ai modelli e della qualità delle stime, in assenza</span><span style="font-size: small;"> di metodologie quantitative, si ricorre a studi di sensitività o al controllo di qualità nell’applicazione delle tecniche</span><span style="font-size: small;"> di analisi (adottando ad esempio metodiche standardizzate).<br /></span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.923</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:44:53 +0200</pubDate>
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</item>

<item>
<title>La valutazione e rischio per la salute</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.922.1</link>
<description><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Per ogni i-esima sostanza pericolosa utilizzata si ricava un valore Lcanc i.</span><br /><span style="font-size: small;">I valori Lcanc i; ottenuti per ogni sostanza sono sommati fra loro per esprimere l’esposizione totale Lcanc di quel</span><span style="font-size: small;"> dato operatore.</span><br /><span style="font-size: small;">Se in base ai parametri utilizzati nella presente analisi si verifica per un lavoratore che il livello d’esposizione</span><span style="font-size: small;"> complessivo Lcanc (dovuto a tutte le sostanze cancerogene e mutagene utilizzate dal lavoratore stesso) è inferiore</span><span style="font-size: small;"> ad 1 si può affermare che gli interventi di prevenzione e protezione in atto di cui all’art. 237 del D.Lgs.</span><br /><span style="font-size: small;">81/2008, sono sufficienti a contenere gli elementi di rischio, quindi la situazione è sotto controllo e si può affermare</span><span style="font-size: small;"> che non si evidenziano rischi per la salute.</span><br /><span style="font-size: small;">Il lavoratore sarà pertanto classificato “non esposto” o in via precauzionale “potenzialmente esposto” per</span><span style="font-size: small;"> cause accidentali e non si applicherà pertanto quanto indicato nel D.Lgs. 81/2008, agli artt. 242 - Sorveglianza</span><br /><span style="font-size: small;">sanitaria e 243 - Iscrizione nel registro degli esposti.</span><br /><span style="font-size: small;">Se invece in base ai parametri utilizzati nella presente analisi si verifica per un lavoratore che il livello d’esposizione</span><span style="font-size: small;"> complessivo Lcanc (dovuto a tutte le sostanze pericolose utilizzate dal lavoratore stesso) è superiore</span><span style="font-size: small;"> ad 1 si può classificare tale operatore “esposto” e di conseguenza varranno gli obblighi di cui agli artt. 237,</span><span style="font-size: small;">242 e 243 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.<br /><img style="width: 512px; height: 139px; border: 0px solid black; float: none;" src="http://www.sgslweb.it/e107_images/newspost_images/risk.salute.png" alt="risk.salute.png" /><br /><br /></span></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Per ogni i-esima sostanza pericolosa utilizzata si ricava un valore Lcanc i.</span><br /><span style="font-size: small;">I valori Lcanc i; ottenuti per ogni sostanza sono sommati fra loro per esprimere l’esposizione totale Lcanc di quel</span><span style="font-size: small;"> dato operatore.</span><br /><span style="font-size: small;">Se in base ai parametri utilizzati nella presente analisi si verifica per un lavoratore che il livello d’esposizione</span><span style="font-size: small;"> complessivo Lcanc (dovuto a tutte le sostanze cancerogene e mutagene utilizzate dal lavoratore stesso) è inferiore</span><span style="font-size: small;"> ad 1 si può affermare che gli interventi di prevenzione e protezione in atto di cui all’art. 237 del D.Lgs.</span><br /><span style="font-size: small;">81/2008, sono sufficienti a contenere gli elementi di rischio, quindi la situazione è sotto controllo e si può affermare</span><span style="font-size: small;"> che non si evidenziano rischi per la salute.</span><br /><span style="font-size: small;">Il lavoratore sarà pertanto classificato “non esposto” o in via precauzionale “potenzialmente esposto” per</span><span style="font-size: small;"> cause accidentali e non si applicherà pertanto quanto indicato nel D.Lgs. 81/2008, agli artt. 242 - Sorveglianza</span><br /><span style="font-size: small;">sanitaria e 243 - Iscrizione nel registro degli esposti.</span><br /><span style="font-size: small;">Se invece in base ai parametri utilizzati nella presente analisi si verifica per un lavoratore che il livello d’esposizione</span><span style="font-size: small;"> complessivo Lcanc (dovuto a tutte le sostanze pericolose utilizzate dal lavoratore stesso) è superiore</span><span style="font-size: small;"> ad 1 si può classificare tale operatore “esposto” e di conseguenza varranno gli obblighi di cui agli artt. 237,</span><span style="font-size: small;">242 e 243 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.<br /><img style="width: 512px; height: 139px; border: 0px solid black; float: none;" src="http://www.sgslweb.it/e107_images/newspost_images/risk.salute.png" alt="risk.salute.png" /><br /><br /></span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.922</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:42:05 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.sgslweb.it/news.php?item.922.1</guid>
</item>

<item>
<title>La scheda personale di rilevazione delle informazioni</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.921.1</link>
<description><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Al fine di disporre dei necessari dati di input si propone la scheda di rilevazione compilata</span><span style="font-size: small;"> almeno per i seguenti campi:</span><br /><span style="font-size: small;">• Cognome e nome dell’operatore di laboratorio oppure gruppo omogeneo di appartenenza;</span><br /><span style="font-size: small;">• Ufficio/area/unità operativa di appartenenza;</span><br /><span style="font-size: small;">• Nome Agente cancerogeno/mutageno;</span><br /><span style="font-size: small;">• Frasi di Rischio dell’Agente cancerogeno/mutageno;</span><br /><span style="font-size: small;">• Laboratorio/area in cui viene manipolato l’agente cancerogeno/mutageno;</span><br /><span style="font-size: small;">• Descrizione dell’attività (riferimento al metodo di prova/analisi);</span><br /><span style="font-size: small;">• Frequenza di utilizzo (giorni/anno);</span><br /><span style="font-size: small;">• Frazione giornaliera (tempo manipolazione min./giorno);</span><br /><span style="font-size: small;">• Firme dell’operatore e del responsabile del gruppo di lavoro o del laboratorio;</span><br /><span style="font-size: small;">• Data di compilazione della scheda.</span></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Al fine di disporre dei necessari dati di input si propone la scheda di rilevazione compilata</span><span style="font-size: small;"> almeno per i seguenti campi:</span><br /><span style="font-size: small;">• Cognome e nome dell’operatore di laboratorio oppure gruppo omogeneo di appartenenza;</span><br /><span style="font-size: small;">• Ufficio/area/unità operativa di appartenenza;</span><br /><span style="font-size: small;">• Nome Agente cancerogeno/mutageno;</span><br /><span style="font-size: small;">• Frasi di Rischio dell’Agente cancerogeno/mutageno;</span><br /><span style="font-size: small;">• Laboratorio/area in cui viene manipolato l’agente cancerogeno/mutageno;</span><br /><span style="font-size: small;">• Descrizione dell’attività (riferimento al metodo di prova/analisi);</span><br /><span style="font-size: small;">• Frequenza di utilizzo (giorni/anno);</span><br /><span style="font-size: small;">• Frazione giornaliera (tempo manipolazione min./giorno);</span><br /><span style="font-size: small;">• Firme dell’operatore e del responsabile del gruppo di lavoro o del laboratorio;</span><br /><span style="font-size: small;">• Data di compilazione della scheda.</span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.921</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:32:46 +0200</pubDate>
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</item>

<item>
<title>L’algoritmo di calcolo dell’indice di rischio o livello di esposizione</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.920.1</link>
<description><![CDATA[<br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.920</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:24:07 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.sgslweb.it/news.php?item.920.1</guid>
</item>

<item>
<title>La procedura di valutazione del rischio cancerogeno e mutageno</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.919.1</link>
<description><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La valutazione del rischio deve essere effettuata per singolo lavoratore, tranne che, sia possibile, per ragioni</span><span style="font-size: small;"> di semplicità applicativa, raggruppare i lavoratori in gruppi di lavoro omogeneo in ragione delle attività e</span><span style="font-size: small;"> mansioni svolte.</span><br /><span style="font-size: small;">La procedura si basa sull’analisi ponderata (scelta pesata) di alcuni parametri ritenuti validi indicatori dell’esposizione</span><span style="font-size: small;">(stato chimico-fisico del composto o miscela utilizzata, presenza di dispositivi di protezione collettiva,</span><span style="font-size: small;">quantità utilizzata, temperatura di utilizzo, frequenza di utilizzo e tempo di manipolazione).</span><br /><span style="font-size: small;">Tutti i dati relativi agli agenti cancerogeni/mutageni, alle mansioni e alle attività, e dispositivi di protezione</span><span style="font-size: small;"> collettiva, vengono raccolti sinteticamente in una scheda di rilevazione compilata e firmata dal singolo operatore,</span><span style="font-size: small;">e dal responsabile del gruppo di lavoro del laboratorio di cui l’operatore fa parte.</span></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La valutazione del rischio deve essere effettuata per singolo lavoratore, tranne che, sia possibile, per ragioni</span><span style="font-size: small;"> di semplicità applicativa, raggruppare i lavoratori in gruppi di lavoro omogeneo in ragione delle attività e</span><span style="font-size: small;"> mansioni svolte.</span><br /><span style="font-size: small;">La procedura si basa sull’analisi ponderata (scelta pesata) di alcuni parametri ritenuti validi indicatori dell’esposizione</span><span style="font-size: small;">(stato chimico-fisico del composto o miscela utilizzata, presenza di dispositivi di protezione collettiva,</span><span style="font-size: small;">quantità utilizzata, temperatura di utilizzo, frequenza di utilizzo e tempo di manipolazione).</span><br /><span style="font-size: small;">Tutti i dati relativi agli agenti cancerogeni/mutageni, alle mansioni e alle attività, e dispositivi di protezione</span><span style="font-size: small;"> collettiva, vengono raccolti sinteticamente in una scheda di rilevazione compilata e firmata dal singolo operatore,</span><span style="font-size: small;">e dal responsabile del gruppo di lavoro del laboratorio di cui l’operatore fa parte.</span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.919</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:52:08 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.sgslweb.it/news.php?item.919.1</guid>
</item>

<item>
<title>Modello di valutazione del rischio da esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.918.1</link>
<description><![CDATA[Premessa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Ai fini della protezione da agenti cancerogeni e mutageni (Titolo IX – Sostanze Pericolose, D.Lgs. 81/2008</span><span style="font-size: small;"> e s.m.i.), il datore di lavoro che utilizza agenti cancerogeni/mutageni, quali definiti dall’art. 234, è tenuto, ai</span><span style="font-size: small;"> sensi del successivo art. 235, ad evitare o ridurre l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno sul luogo</span><span style="font-size: small;"> di lavoro, mediante le seguenti misure, indicate in ordine prioritario e tutte strettamente correlate alla loro effettiva</span><span style="font-size: small;"> fattibilità tecnica:</span><br /><span style="font-size: small;">• sostituzione dell’agente con altro agente che, nelle condizioni in cui viene utilizzato, non risulta nocivo o</span><span style="font-size: small;"> risulta meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori;</span><br /><span style="font-size: small;">• impiego di un agente in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile;</span><br /><span style="font-size: small;">• riduzione dei livelli di esposizione dei lavoratori al più basso valore tecnicamente possibile.<br />L’esposizione</span><span style="font-size: small;"> non deve comunque superare il valore limite dell’agente stabilito nell’Allegato XLIII.</span><br /><span style="font-size: small;">Al riguardo si evidenzia che tali obblighi non possono prescindere dalla valutazione del rischio di cui agli</span><span style="font-size: small;"> art. 17 e 236, quando è necessaria la individuazione delle condizioni in cui gli agenti sono utilizzati o la valutazione</span><span style="font-size: small;"> dell’entità del rischio cui il lavoratore è potenzialmente esposto nell’esercizio delle proprie specifiche</span><span style="font-size: small;"> attività.</span><br /><span style="font-size: small;">La metodologia di valutazione che si vuole proporre per l’individuazione del livello di esposizione dei lavoratori</span><span style="font-size: small;"> alle sostanze cancerogene/mutagene studiato per l’applicazione nei laboratori del Sistema Agenziale</span><span style="font-size: small;"> ISPRA, ARPA e APPA, rispecchia (con alcune modifiche) le indicazioni del modello pubblicato sul Giornale</span><span style="font-size: small;"> degli Igienisti Industriali – vol. 33 - n. 3 – luglio 2008 “Valutazione dell’esposizione ad agenti cancerogeni/</span><span style="font-size: small;">mutageni nei laboratori di ricerca: sistema integrato tra checklist, sopralluoghi e uso di algoritmi ”.</span><br /><span style="font-size: small;">Nel caso dei laboratori, va tenuta in debita considerazione la particolarità di tali ambienti lavorativi caratterizzati</span><span style="font-size: small;"> dall’utilizzo generalmente occasionale, in piccole quantità e per breve tempo, di un numero esiguo di</span><span style="font-size: small;"> composti e preparati cancerogeni/mutageni.</span><br /><span style="font-size: small;">In tali luoghi, più che con riscontri derivanti da misurazioni ambientali, risulta più idoneo una metodologia</span><span style="font-size: small;"> teorico-pratica (algoritmo) che consenta di ottenere, in modo semplificato, una puntuale valutazione</span><span style="font-size: small;"> dell’esposizione.</span><br /><span style="font-size: small;">La metodologia sviluppata è in grado di determinare il livello di rischio espositivo dovuto ad un singolo agente</span><br /><span style="font-size: small;">e/o a più agenti.</span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.918</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:46:29 +0200</pubDate>
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</item>

<item>
<title>Sorveglianza sanitaria e cartelle sanitarie e di rischio</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.917.1</link>
<description><![CDATA[<br /><div><span style="font-size: small;">Il medico competente istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria e di rischio e fornisce al lavoratore interessato</span><br /><span style="font-size: small;">tutte le informazioni sul significato e sui risultati della sorveglianza sanitaria.<br /><br /></span></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div><span style="font-size: small;">Il medico competente istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria e di rischio e fornisce al lavoratore interessato</span><br /><span style="font-size: small;">tutte le informazioni sul significato e sui risultati della sorveglianza sanitaria.<br /><br /></span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.917</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:44:46 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.sgslweb.it/news.php?item.917.1</guid>
</item>

<item>
<title>Disposizioni in caso di incidenti o di emergenza</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.916.1</link>
<description><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Dovendo definire l’analisi in condizioni di emergenza parte integrante della valutazione del rischio di esposizione,</span><br /><span style="font-size: small;">il Piano di Emergenza interno terrà conto degli eventi che possono causare un’esposizione dei lavoratori,</span><span style="font-size: small;">delle loro conseguenze, definendo gli interventi necessari, stabilendo le modalità e i contenuti della</span><span style="font-size: small;"> formazione del personale e delle esercitazioni periodiche.<br /><br /></span></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Dovendo definire l’analisi in condizioni di emergenza parte integrante della valutazione del rischio di esposizione,</span><br /><span style="font-size: small;">il Piano di Emergenza interno terrà conto degli eventi che possono causare un’esposizione dei lavoratori,</span><span style="font-size: small;">delle loro conseguenze, definendo gli interventi necessari, stabilendo le modalità e i contenuti della</span><span style="font-size: small;"> formazione del personale e delle esercitazioni periodiche.<br /><br /></span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.916</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:44:03 +0200</pubDate>
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</item>

<item>
<title>Analisi delle misure di riduzione del rischio (misure di prevenzione e protezione)</title>
<link>http://www.sgslweb.it/news.php?item.915.1</link>
<description><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Nel caso di rischio non irrilevante per la salute, quando la natura dell’attività non consente di eliminare il rischio</span><br /><span style="font-size: small;">attraverso la sostituzione dell’agente chimico, il datore di lavoro garantisce che il rischio sia ridotto mediante</span><span style="font-size: small;"> l’applicazione delle seguenti misure da adottarsi nel seguente ordine di priorità.</span><br /><span style="font-size: small;">• Progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonché uso di attrezzature e materiali adeguati.</span><br /><span style="font-size: small;">• Appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte del rischio.</span><br /><span style="font-size: small;">• Misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di protezione individuali, qualora non si riesca a prevenire</span><span style="font-size: small;"> con altri mezzi l’esposizione.</span><br /><span style="font-size: small;">• Sorveglianza sanitaria dei lavoratori.</span><br /><span style="font-size: small;">Inoltre, il datore di lavoro, salvo che non possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello</span><span style="font-size: small;"> di sicurezza, effettua periodiche misurazioni degli agenti che possono comportare un rischio per i lavoratori</span><span style="font-size: small;"> e le confronta con i valori limite di esposizione professionale.<br />Nel caso di rischio non basso per la sicurezza36 laddove la natura dell’attività lavorativa non consenta di prevenire sul luogo di lavoro la presenza di concentrazioni pericolose di sostanze infiammabili o quantità pericolose di sostanze chimicamente instabili, il datore di lavoro deve in particolare:<br />• evitare la presenza di fonti di accensione che potrebbero dar luogo a incendi ed esplosioni, o l’esistenza di<br />condizioni avverse che potrebbero provocare effetti fisici dannosi ad opera di sostanze o miscele di sostanze<br />chimicamente instabili;<br />• limitare, anche attraverso misure procedurali ed organizzative previste dalla normativa vigente, gli effetti pregiudizievoli sulla salute e la sicurezza dei lavoratori in caso di incendio o di esplosione dovuti all’accensione di sostanze infiammabili, o gli effetti dannosi derivanti da sostanze o miscele di sostanze chimicamente instabili.<br />Inoltre il datore di lavoro mette a disposizione attrezzature di lavoro ed adotta sistemi di protezione collettiva ed individuale conformi alle disposizioni legislative e regolamentari pertinenti, in particolare per quanto riguarda l’uso dei suddetti mezzi in atmosfere potenzialmente esplosive e adotta misure per assicurare un sufficiente controllo degli impianti, apparecchi e macchinari, anche mettendo a disposizione sistemi e dispositivi finalizzati alla limitazione del rischio di esplosione o dispositivi per limitare la pressione delle esplosioni.<br /><img style="width: 314px; height: 246px; border: 0px solid black; float: none;" src="http://www.sgslweb.it/e107_images/newspost_images/app.radioattivit.png" alt="app.radioattivit.png" /><br /></span></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Nel caso di rischio non irrilevante per la salute, quando la natura dell’attività non consente di eliminare il rischio</span><br /><span style="font-size: small;">attraverso la sostituzione dell’agente chimico, il datore di lavoro garantisce che il rischio sia ridotto mediante</span><span style="font-size: small;"> l’applicazione delle seguenti misure da adottarsi nel seguente ordine di priorità.</span><br /><span style="font-size: small;">• Progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonché uso di attrezzature e materiali adeguati.</span><br /><span style="font-size: small;">• Appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte del rischio.</span><br /><span style="font-size: small;">• Misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di protezione individuali, qualora non si riesca a prevenire</span><span style="font-size: small;"> con altri mezzi l’esposizione.</span><br /><span style="font-size: small;">• Sorveglianza sanitaria dei lavoratori.</span><br /><span style="font-size: small;">Inoltre, il datore di lavoro, salvo che non possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello</span><span style="font-size: small;"> di sicurezza, effettua periodiche misurazioni degli agenti che possono comportare un rischio per i lavoratori</span><span style="font-size: small;"> e le confronta con i valori limite di esposizione professionale.<br />Nel caso di rischio non basso per la sicurezza36 laddove la natura dell’attività lavorativa non consenta di prevenire sul luogo di lavoro la presenza di concentrazioni pericolose di sostanze infiammabili o quantità pericolose di sostanze chimicamente instabili, il datore di lavoro deve in particolare:<br />• evitare la presenza di fonti di accensione che potrebbero dar luogo a incendi ed esplosioni, o l’esistenza di<br />condizioni avverse che potrebbero provocare effetti fisici dannosi ad opera di sostanze o miscele di sostanze<br />chimicamente instabili;<br />• limitare, anche attraverso misure procedurali ed organizzative previste dalla normativa vigente, gli effetti pregiudizievoli sulla salute e la sicurezza dei lavoratori in caso di incendio o di esplosione dovuti all’accensione di sostanze infiammabili, o gli effetti dannosi derivanti da sostanze o miscele di sostanze chimicamente instabili.<br />Inoltre il datore di lavoro mette a disposizione attrezzature di lavoro ed adotta sistemi di protezione collettiva ed individuale conformi alle disposizioni legislative e regolamentari pertinenti, in particolare per quanto riguarda l’uso dei suddetti mezzi in atmosfere potenzialmente esplosive e adotta misure per assicurare un sufficiente controllo degli impianti, apparecchi e macchinari, anche mettendo a disposizione sistemi e dispositivi finalizzati alla limitazione del rischio di esplosione o dispositivi per limitare la pressione delle esplosioni.<br /><img style="width: 314px; height: 246px; border: 0px solid black; float: none;" src="http://www.sgslweb.it/e107_images/newspost_images/app.radioattivit.png" alt="app.radioattivit.png" /><br /></span></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.sgslweb.it/news.php?cat.1'>Miscellanea</category>
<comments>http://www.sgslweb.it/comment.php?comment.news.915</comments>
<dc:creator>ohsas18001</dc:creator>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:42:53 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.sgslweb.it/news.php?item.915.1</guid>
</item>


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