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»Proroga dell'obbligo di redazione della valutazione dei rischi per le microimprese
DECRETO-LEGGE 12 MAGGIO 2012, N. 57


Data di pubblicazione: Mon, 21 May 2012 00:35:10 +0200

»Validazione del metodo
valutazione del rischio chimico
»Verifica della significatività dei metodi
Definizione e analisi dei fattori di incertezza
»La valutazione e rischio per la salute
Per ogni i-esima sostanza pericolosa utilizzata si ricava un valore Lcanc i.I valori Lcanc i; ottenu ...
»La scheda personale di rilevazione delle informazioni
Al fine di disporre dei necessari dati di input si propone la scheda di rilevazione compilata almeno ...
»L’algoritmo di calcolo dell’indice di rischio o livello di esposizione
»La procedura di valutazione del rischio cancerogeno e mutageno
La valutazione del rischio deve essere effettuata per singolo lavoratore, tranne che, sia possibile, ...
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Dovendo definire l’analisi in condizioni di emergenza parte integrante della valutazione del rischio ...
»Analisi delle misure di riduzione del rischio (misure di prevenzione e protezione)
Nel caso di rischio non irrilevante per la salute, quando la natura dell’attività non consente di el ...


Data di pubblicazione: Sun, 20 May 2012 23:35:11 +0200
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mercoledì 16 maggio 2012
Validazione del metodo
16 mag : 11:47  da ohsas18001

Per ricercare elementi di validazione all’applicazione dell’algoritmo per la valutazione del rischio chimico e poter ottenere, sia pure approssimativamente, indicazioni sulla reale esposizione, possono essere elaborate delle ipotesi di calcolo prendendo in considerazione alcune delle sostanze liquide utilizzate in laboratorio che presentano caratteristiche chimico-fisiche utili all’elaborazione di un modello di diffusione nella specifica struttura analizzata.

Si può ipotizzare di utilizzare ciascuna di queste sostanze direttamente sul banco di lavoro (senza la cappa) con una superficie libera di 10 cm di diametro (un beker), a 20 °C.

Posto che nel laboratorio in esame è presente un sistema di ricambio d’aria pari a 6 V/h, si è considerato un tempo pari a 10 minuti corrispondente ad un totale ricambio; in questo periodo si è ipotizzato che il volume di un litro di sostanza presa in esame, al di sopra del pelo libero del liquido, raggiunga la saturazione corrispondente alla sua tensione di vapore e diffonda nell’ambiente circostante. Questo ambiente, per tener conto del maggior gradiente di concentrazione nell’intorno della superficie di emissione, si è considerato limitato a 10 m3.
Le ipotesi così formulate
consentono di prevedere la concentrazione della sostanza in esame all’interno di quel volume di 10 m3 (questi calcoli non tengono volutamente conto, pero, della presenza dei sistemi di protezione che, nella realtà operativa, devono essere – e sono – rigorosamente utilizzati).
Dalla procedura citata dovrebbe emergere che la concentrazione
delle sostanze esaminate, nel volume d’aria considerate, è nettamente inferiore al rispettivo TLV con un determinato fattore di sicurezza (rapporto tra TLV e concentrazione stimata), non tenendo conto, come detto, dei mezzi e sistemi di sicurezza e d’igiene obbligatori. Considerando il minimo fattore di sicurezza ottenuto, il confronto nella medesima sostanza tra il valore Li dato dall’algoritmo e quello ricavato con il modello di diffusione dovrebbe permettere di estrapolare le conclusioni positive a tutte le sostanze chimiche prese in considerazione.
Pertanto, si dovrebbe concludere – ad esclusione degli agenti cancerogeni o mutageni – che, pur in assenza della definizione di “rischio irrilevante per la salute”, in considerazione degli studi e delle proposte in merito presentate anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali37 nonché dalle Associazioni interessate alla materia (che si basano, per la definizione di rischio irrilevante per la salute, su valori compresi tra 1/3 e 1/4 del TLV), la situazione di rischio nella struttura esaminata dovrebbe rientrare nei limiti definibili come rischio irrilevante per la salute.
Ulteriori elementi di validazione possono essere ricavati effettuando misure ambientali e biologiche condotte sulle basi di quanto riportato nel Capitolo §.9 e dall’applicazione del software di calcolo ECETOC TRA Worker Tool, Ver. 2 (luglio 2009)38 che fornisce stime di esposizione a singole sostanze in termini di quantità/giorno.
Il modello TRA (Targeted Risk Assessment) è stato sviluppato da ECETOC (European Centre for Ecotoxicology and Toxicology of Chemical), è principalmente rivolto alla valutazione di sostanze poco pericolose o con basso potenziale di esposizione; è classificato come modello Tier1.
L’uso del modello è rivolto principalmente per valutare l’esposizione dei Lavoratori sia per la via di esposizione
inalatoria sia per quella dermica anche se il modello tende a sottostimare questa ultima.
L’uso principale del modello è quindi la valutazione dell’esposizione per lavoratori per via inalatoria.
Per questo
scopo il TRA utilizza il modulo EASE del Modello EUSES39 come punto di partenza migliorandolo e raffinandolo nei vari parametri che lo caratterizzano.

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Verifica della significatività dei metodi
16 mag : 11:44  da ohsas18001

Esistono tre generiche fonti di incertezza in entrambe le analisi dei rischi proposti:
• l’incertezza dovuta al modello;
• l’incertezza dovuta ai dati;
• l’incertezza dovuta alla qualità generale dell’analisi.
• L’incertezza sulla modellazione è legata alla debolezza, alle semplificazioni e alle forzature intrinseche e rappresenta una misura del grado con cui il modello fallisce nella rappresentazione esatta della realtà.
• L’incertezza nei parametri di input al modello, quali schede di rilevazioni delle informazioni o check list di controllo, è dovuta alla incompletezza dei dati disponibili, ad errori nella compilazione, o a lacune di conoscenze degli operatori.
• L’incertezza derivante dalla qualità dell’analisi generale coinvolge due aspetti dell’analisi che sono la completezza e l’esaustività con la quale vengono considerate tutte le possibili cause e pericoli.
Innanzitutto non è possibile per colui che effettua la “valutazione”, considerare tutti i possibili eventi. Inoltre,dal notevole numero di eventi che si riescono comunque ad identificare, l’analista è chiamato a individuarne un set rappresentativo per la prosecuzione della valutazione che è impossibile e troppo onerosa da effettuare sull’intero set di “scenari” possibili. In questo caso l’incertezza sulla valutazione effettuata scaturisce dal contributo di rischio (ignorato) dovuto agli eventi esclusi.
Finora la maggior attenzione è stata riservata all’incertezza sui dati piuttosto che sulla qualità dei modelli o delle stime, in quanto sono disponibili metodologie matematiche collaudate per l’analisi quantitativa di queste
incertezze. Per avere un controllo dell’incertezza relativa ai modelli e della qualità delle stime, in assenza di metodologie quantitative, si ricorre a studi di sensitività o al controllo di qualità nell’applicazione delle tecniche di analisi (adottando ad esempio metodiche standardizzate).
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