SICURWEB Demo
Moduli Sicurweb

Manutenzione_macchine
dvr_standard
formazione
duvri
crm
registro antincendio
cartella sanitaria
DPI
elearning.png
Scopri e-learning

formazione e-learning
DPI Sicurweb

dpi_sicurweb
Duvri sicurweb

sicurweb_duvri.png
Sicurweb Registro Antincendio

video_antincendio.png
Sicurweb Registrazione Demo

demo.png
Manuale PDF

manuale.png
Intestazione

»Suva pubblicazioni settembre 2014
Liste di controllo, Scheda tematica
»Modelli semplificati word, Sovraccarico biomeccanico, Faq agenti fisici
Newsletter 30 settembre 2014
»Rapporto Annuale Responsible Care
Chimica oltre il luogo comune per lo sviluppo sostenibile del Paese


Data di pubblicazione: Wed, 01 Oct 2014 02:39:03 +0200

»Modelli decreto palchi e fiere
Decreto palchi e fiereL’applicazione del Titolo IV (Cantieri temporanei e mobili) del Testo Unico Si ...
»Modelli semplificati POS PSC
Articolo 104-bis
»Guida cantieri temporanei e mobili, UNI EN ISO 9001, Infortunio sul lavoro e responsabilità del direttori dei lavori,
News sicurezza lavoro e cantieri
»SENTENZA D lgs 231
sentenza n. 10265 emessa dalla Sezione V della Corte di Cassazione Penale, pubblicata il 4.3.2014,
»Guida per il committente e per il responsabile lavori
committente e responsabile lavori
»formazione e-learning
formazione e-learning corsi di formazione a distanza tramite computer
»classe virtuale
classe virtuale Audio e videoconferenza Interazione con gli studenti
»e-learning, apprendimento a distanza
e-learning, apprendimento a distanza tecnologia educativa insegnamento
»e-learning forma predominante di istruzione post-secondaria
formazione a distanza
»LMS Learning management system
sistema di gestione dell'apprendimento


Data di pubblicazione: Wed, 01 Oct 2014 01:47:28 +0200
Feed RSS
Le news possono essere distribuite con sistema RSS.
rss1.0
rss2.0
rdf


lunedì 21 maggio 2012
Il monitoraggio ambientale e biologico
21 mag : 10:04  da ohsas18001

In termini generali, il monitoraggio biologico può essere definito come la misura e la valutazione degli agenti chimici presenti sul luogo di lavoro, dei loro metaboliti o dei loro effetti precoci non patologici, in un idoneo mezzo biologico della persona esposta.
Il suo scopo è di valutare l’esposizione e il rischio per la salute mediante
il confronto dei valori ottenuti con un riferimento adeguato.
Lo stesso agente chimico, i prodotti della sua trasformazione generati dall’organismo, i metaboliti, o il cambiamento biochimico risultante dall’effetto menzionato, tutti oggetto di misurazione, costituiscono i cosiddetti indicatori.
I mezzi biologici più comuni sono il sangue, le urine e l’aria espirata, tuttavia per ogni agente chimico vi sono uno o più mezzi biologici idonei per il controllo biologico, mentre altri sono da escludere.
La parte
che viene effettivamente prelevata dai mezzi biologici di un individuo, per effettuare l’analisi, costituisce il campione.
Il risultato della misurazione consente di conoscere il grado di esposizione dell’individuo e di dedurre se il lavoratore si trova o no in una situazione di rischio per la sua salute, quando si dispone di un valore limite biologico stabilito per tale contaminante, con un criterio di applicazione adatto allo scopo.
Quanto al loro significato, i risultati del controllo biologico e le relative valutazioni non si differenziano essenzialmente da quelli ottenuti mediante la tecnica del monitoraggio ambientale, poiché, come queste ultime,forniscono informazioni riferite, come già si e detto, all’esposizione attuale del lavoratori e al rischio potenziale per la loro salute in determinate condizioni, e non sul loro stato di salute al momento attuale o in futuro.
Il monitoraggio biologico è, quindi, un importante strumento per la sorveglianza sanitaria e la valutazione del rischio, ed è obbligatorio, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, per i lavoratori esposti agli agenti chimici pericolosi per i quali è stato fissato un valore limite biologico. Dei risultati di tale monitoraggio viene informato il lavoratore interessato.
Secondo il D.Lgs. 81/2008, allegato XXXIX, l’unico agente chimico che riporta un valore limite biologico è il piombo e i suoi composti ionici. Sarebbe auspicabile che il monitoraggio biologico possa essere esteso ad altri agenti chimici per i quali Enti Internazionali abbiano fissato dei valori limite biologici (es: BEI, ACGIH).
Il monitoraggio biologico fornisce una misura dell’esposizione interna dell’individuo e presenta due approcci ben distinti: quello collettivo (come complemento del controllo ambientale) e quello individuale (come strumento della medicina del lavoro, integrato nella supervisione sanitaria) in quanto:
• valuta la somma delle dosi assorbite attraverso le varie vie (inalatoria, cutanea, gastrointestinale) e quindi
è in grado di fornire una stima più realistica dell’esposizione efficace;
• valuta anche l’esposizione extralavorativa agli agenti chimici;
• valuta l’efficacia delle misure di protezione individuale;
• non richiede interventi durante le fasi lavorative.

Tuttavia il monitoraggio biologico presenta una serie di inconvenienti che lo rendono, di fatto quasi inapplicabile.
Infatti:
• non sempre è stato individuato un metabolita ed una metodologia analitica riconosciuta per la valutazione dell’inquinante: per nessuno degli inquinanti con la notazione “pelle” riportati nell’Allegato XXXIX è previsto un monitoraggio biologico. Anche volendosi rifare all’ACGIH, questa ha finora individuato dei metaboliti,delle metodologie analitiche e dei valori limite di esposizione professionale solo per poche sostanze tossiche con la notazione “pelle”;
• il prelievo dei campioni può essere a volte invasivo e difficilmente accettato dai lavoratori;
• vi possono essere delle sostanziali differenze metaboliche da individuo ad individuo;
• il monitoraggio biologico risulta, nei casi reali, meno sensibile rispetto ai metodi diretti di un fattore tra 3 e 30.
Tra i metodi diretti quello prevalentemente utilizzato fa uso dei “sostituti cutanei”, cioè di superfici assorbenti poste, durante le fasi lavorative, a contatto diretto con la pelle e che vengono contaminate in sua vece.
Benché anche per l’esecuzione di questo tipo di monitoraggi non esista un protocollo che goda di un riconoscimento generalizzato, l’OSHA ha stabilito criteri riguardanti, ad esempio, la suddivisione del corpo aree anatomiche, la superficie minima di area anatomica cui applicare i sostituti cutanei, la loro collocazione approssimativa,ecc.
Dopo l’esposizione per un periodo di tempo noto, i sostituti cutanei vengono rimossi, l’agente chimico viene estratto dal sostituto cutaneo con i solventi convenzionalmente utilizzati per quel dato inquinante, e la soluzione viene analizzata.
Ma anche il metodo diretto ha una serie di limitazioni e l’interpretazione dei dati può presentare notevoli difficoltà.


Stampa veloce crea pdf di questa news